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News
11 lug 2013

Le finalità dei Consorzi

Nel territorio della provincia di Trento, in seguito all’entrata in vigore della Legge 27 dicembre 1953, n. 959, sulla base delle specifiche deliberazioni assunte dai Consigli Comunali, sono stati costituiti con diversi decreti ancora nel 1955 cinque Consorzi BIM: quello dell’Adige, quello del Bacchiglione, quello del Brenta, quello del Chiese e quello del Sarca. Nei suddetti Consorzi sono ricompresi tutti i Comuni trentini con la sola eccezione dei Comuni di Nave San Rocco e San Michele all’Adige.

I suddetti cinque Consorzi BIM hanno un proprio statuto che ne determina organi, finalità ed attribuzioni.

La loro attività principale è costituita dalla gestione del sovracanone (e non dalla mera ridistribuzione), che costituisce una prestazione patrimoniale che la legge ha imposto ai concessionari di grandi derivazioni d’acqua a scopi idroelettrici a favore delle popolazioni locali e per esse ai Comuni costituitisi in Consorzi che lo destinano al progresso economico e sociale della popolazione.

L’utilizzo del sovracanone e il riparto fra i Comuni Consorziati avviene sulla base di specifici regolamenti di cui sono dotati i Consorzi e delle disposizioni contenute negli Statuti. Anche l’erogazione dei contributi ai Comuni, ai Corpi dei Vigili del fuoco volontari ed alle associazioni, enti e comitati che operano nel settore della cultura, dell’istruzione, del volontariato sociale, delle attività sportive e ricreative avviene sulla base di specifiche disposizioni regolamentari.

I Consorzi BIM operano sulla base di programmi pluriennali di intervento (triennali o quinquennali).

I Consorzi BIM sono intervenuti con specifici strumenti finanziari anche nei confronti dei privati cittadini e degli operatori economici, sempre con l’avvallo delle Assemblee Generali in cui siedono i Sindaci o i rappresentanti dei Comuni Consorziati, con specifici programmi mirati nei settori dell’edilizia, del risparmio energetico, dell’innovazione tecnologica, dello start up, etc.

I Consorzi BIM hanno inoltre definito i parametri ed i criteri in base al quale vengono distribuiti fra i Comuni trentini i proventi derivanti dal canone aggiuntivo posto a carico dei concessionari dalla Provincia Autonoma di Trento per le proroghe decennali delle grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico (superiori ai 300 Kw); in base alla L.P. 4/2013, art. 7, i bacini imbriferi montani (B.I.M.) possono partecipare agli accordi di programma per l’attuazione della rete di riserve ed in tal senso si è già attivato il Consorzio BIM del Sarca.

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